Luigi  Garlaschelli
Acqua e magneti

Chimica e Ind.
, 81, 474 (1999)

 
Un vero piccolo mistero riaffiora periodicamente nella letteratura chimica e tecnica: l'effetto di un campo magnetico sull'acqua.
    Sono presenti sul mercato dei dispositivi per uso domestico e industriale, consistenti semplicemente in un forte magnete permanente, o di un elettromagnete variamente alimentato [1]. Talvolta esso ha la forma di una specie di tubo, entro il quale viene fatta passare l'acqua dell'impianto; altre volte si tratta di magneti da applicare esternamenteai tubi metallici.
    Secondo i venditori, l'utilizzo di questi gadgets eviterebbe, o ridurrebbe significativamente, la formazione di incrostazioni calcaree negli impianti idrici (tubazioni, caldaie, scaldabagni, lavatrici), migliorerebbe l'efficienza dei saponi, ecc. (Nelle automobili, magneti simili diminuirebbero fino al 20 % il consumo di carburante, ridurrebbero l'emissione dei gas di scarico nocivi, aumenterebbero la durata del motore, ecc.)
    Si vendono anche, magari in farmacia, braccialetti e sottopiedi con placche magnetiche che produrrebbero una serie infinita di benefici sulla salute di chi li indossa.
    Che tali oggetti si vendano non sorprende. Per molte persone il magnetismo riveste ancora caratteristiche quasi magiche. come ai tempi di Mesmer, il quale per l'appunto utilizzava calamite per "guarire " i suoi pazienti [2].
    Se in un sistema complesso come un essere vivente gli effetti di un trattamento possono essere molto difficili da distinguere da quelli di un placebo, per limitarci al caso dell'acqua, peró, dovrebbe essere vero il contrario.

    In effetti esistono piú di cento lavori che hanno affrontato l'argomento.
    Per quanto riguarda le incrostazioni calcaree, e' ovvio che i magneti non hanno alcun effetto nel diminuire la concentrazione di carbonati nelle acque dure. La spiegazione piú ripetuta per il (presunto) effetto è che in assenza di un campo magnetico, il carbonato di calcio cristallizzerebbe sotto forma amorfa, fortemente aderente alle pareti. Un campo magnetico, invece, favorirebbe la precipitazione di fasi cristalline (aragonite o calcite) non aderenti.
    Sorprendentemente, comunque, le conclusioni dei lavori sperimentali sono le piu' disparate [3]. Alcuni ricercatori non hanno osservato alcun effetto: non vi sarebbe alcuna differenza tra due sistemi identici, posti in parallelo, in uno solo dei quali viene applicato il dispositivo magnetico.
    Secondo altri, l'effetto esiste ma non è riproducibile con facilità, dipendendo da condizioni ancora poco chiare [4]. Per altri ancora, esso è anche riproducibile; in questo caso, però, le spiegazioni differiscono tra loro.
    Per esempio, secondo alcuni l'effetto di cristallizzazione differenziale avverrebbe soltanto in presenza di piccole quantitá di ioni ferro [5]. Secondo altri, muterebbe invece la struttura cristallina del solfato (non del carbonato) di Calcio. Oppure, cambierebbe la carica superficiale delle particelle in sospensione, o addirittura la natura del legame idrogeno tra le molecole d'acqua; o responsabili potrebbero essere certe proteine [6].
    Per altri ancora, tutto si ridurrebbe all'effetto della aumentata turbolenza che certi tipi di dispositivi magnetici producono nelle tubazioni.

    Risultati tanto irriproducibili e spiegazioni cosí divergenti fanno sospettare che, se l'effetto è veramente dovuto alla forma di cristallizzazione del CaCO3, a pilotarla debba essere qualche sottile fattore chimico fisico non facilmente prevedibile o controllabile.
    In assenza di una spiegazione generalmente accettata, si sviluppano, come spesso accade, congetture pseudoscientifiche.
    Qualche terapeuta "new age" ha giá ipotizzato che si possa influire sull'evolversi del sistema in vitro aggiungendo poche gocce di estratti omeopatici di fiori diversi. Estendendo il pensiero magico-analogico, altri affermano che l'acqua "magnetizzata" scioglie non solo le incrostazioni delle caldaie; se bevuta, scioglie pure i calcoli. E vende bicchieri con un magnetino incollato sul fondo.

    Se si vuole limitare la superstizione, bisognerá che prima o poi qualche chimico curioso e paziente chiarisca la veritá.

[1]
Ch. Br. march 1990, p. 209; feb. 1996, p.30; apr 1996 p. 25; jun. 1996, p. 28; sept 1996, p. 22;

[2]
M. Beretta, Lavoisier, la rivoluzione chimica. Coll. I grandi della Scienza, Ed. Le Scienze, I,(3), maggio 1998, p.72.

[3]
M. Powell, Skeptical Inquirer, Jan-Feb. 1998, 27-31 (33 refs.)

[4]
D. Quintini, Aspetti della Cristallizzazione del Carbonato di Calcio con Riferimento al Problema delle Incrostazioni. - Tesi sperimentale di Laurea in Chimica, Università di Pavia, Dip. Scienza della Terra, A.A. 1987-88

[5]
a- G. Paiaro, R. Colalé e L. Pandolfo, Chim. Ind., 1987, 69, p. 88-89

b- G. Paiaro e L. Pandolfo, Annali di Chimica, 1994, 84, p. 271-75.

[6]
a- A. Bigi, G. Falini, M. Gazzano, N. Roveri e A. Ripamonti. Biogenic Crystals and New Materials - Chim e Ind., 1998, 80, p. 615

b - Y. Levi, S. Albeck, A. Brack, S. Weiner, L. Addadi, Control Over Aragonite Crystal Nucleation and growth: An In Vitro Study of Biomineralization. Chem. Eur. J., 1998, 4, 3, p. 389

c - C. Falini, S. Fermani, M. Gazzano, A. Ripamonti: Biomimetic Crystallization of Calcium Carbonate Polymorphs by Means of Collagenous Matrices. Chem. Eur. J., 1997, 3, 11, p. 1807

 
   
 

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