Già nel 1830 il chimico francese Chevreul, e poi nel
1850 il fisico inglese Faraday, e il chimico russo Dimitrj
Ivanovic Mendeleev nel 1875, incuriositi dalla moda delle
sedute spiritiche, condussero esperimenti per capire se il
tavolo si muovesse grazie ad una forza propria, o se fossero
le mani dei partecipanti a spingerlo inconsapevolmente.
Chiunque può ripetere queste
prove. Intanto non si devono appoggiare le mani sull’orlo
del tavolo, dove basterebbe una pressione verso il basso per
farlo sollevare dal lato opposto, ma tenere le mani verso
il centro - all’interno del perimetro di appoggio delle tre
gambe. Inoltre, per evitare di spingerlo o tirarlo, basta
interporre tra le mani e il tavolo un foglio di plastica
scivoloso. Con questi accorgimenti, il tavolo resta libero
di muoversi "di sua iniziativa" ma risulta difficile spingerlo.
Una variante di queste sedute comporta
l’uso di un bicchiere capovolto, appoggiato su un tavolo liscio.
Ogni partecipante appoggia la punta dell’indice sul fondo
del bicchiere, il quale presto si anima, dirigendosi verso
delle lettere e componendo così dei messaggi.
La sensazione che il bicchiere sia mosso
da una forza propria è irresistibile. Però se
sul fondo del bicchiere si appoggia una grossa moneta, e le
dita si appoggiano sulla moneta, il bicchiere resta immobile.
E i messaggi delle "entità"? Pare
proprio che siano i movimenti muscolari inconsci dei partecipanti
a guidare il bicchiere verso le varie lettere. Se le persone
sono bendate, e le lettere annotate da un osservatore esterno,
non si ottiene alcun messaggio sensato. Lo stesso accade se
i cartoncini con le lettere sono capovolti e rimescolati.
E se gli spiriti non potessere leggere un cartoncino capovolto?
Basta usare un tavolino di vetro: gli spiriti potrebbero vedere
le lettere dal di sotto.
E se gli spiriti non potessero guardare
verso l’alto stando sotto il tavolo? Allora evochiamo un’
"entità" italiana e facciamo fare la seduta a
cinque cinesi che non conoscano la nostra lingua.
Per quanto riguarda i contenuti, sarebbe
meglio evitare di chiedere alla nonna come si sta nell’Aldilà.
E nemmeno porre domande alle quali i partecipanti (o
uno solo di essi) saprebbero rispondere. Meglio chiudere due
dadi in una scatola opaca, agitare, e chiedere all’entità
che punti sono usciti (ma attenzione al calcolo delle probabilità).
Meglio ancora, (l’idea è di Roberto
Vacca) domandare: "Si trovi la dimostrazione della ‘congettura
Goldbach’, oppure si porti un controesempio che la falsifichi".
Se un gruppetto di ventenni, e non il risolutore
del teorema di Fermat, rispondesse a questa domanda, la cosa
si farebbe interessante. Ancora di più se il tavolino
si sollevasse su tutte e tre le gambe contemporaneamente,
anziché solo su una o due; o se il bicchierino si muovesse
senza che nessuno lo tocchi.
Chi dimostrasse tale fenomeno diventerebbe
famoso da un giorno all’altro, e vincerebbe il premio di un
milione di dollari messo in palio dal famoso indagatore del
paranormale James Randi. Forse ci scapperebbe anche un premio
Nobel.
E
invece, dal 1830 ad oggi, nonostante infiniti tentativi, ancora
niente...
|