L'Ottocento
fu sicuramente un secolo entusiasmante per chi viveva allora. La rivoluzione
industriale cambiava a velocita' impressionante la faccia del mondo,
e nuove invenzioni si susseguivano a ritmo incalzante; i piu' lontani
angoli del globo venivano raggiunti ed esplorati, e tutti gli organismi
viventi, animali e vegetali venivano descritti e classificati. L'elettricita',
il magnetismo, nuove forme di energia radiante venivano scoperti e le
loro leggi formulate.
Tutta la scienza sperimentale odierna, che ancora
si insegna nei libri di testo, nacque in realta' nel secolo scorso,
dopo che Galileo aveva indicato il metodo scientifico, e nel Settecento
si era andata accumulando una quantita' di dati su cui costruire paradigmi
scientifici.
Gli scienziati di un secolo fa studiavano avidamente
tutto, consapevoli di gettare le fondamenta della futura scienza, e
percio' attenti che esse fossero solide, basate sull'osservazione di
fenomeni reali, documentati e riproducibili.
Altrettanto e piu' di oggi i fisici ed i chimici
- di cui ci interessiamo perticolarmente qui - dibatterono dunque ipotesi
e teorie poi dimostratesi inaccettabili poiche' contraddette dai fatti.
Tra le teorie abbandonate tutti ricordano quella del flogisto, o quella
dell'etere cosmico, ma vi furono casi di indagini assai curiose, anche
se meno note.
La teoria dell'elettricita' animale, per esempio,
fu alla base delle esperienze del medico viennese Mesmer. Dopo aver
assistito ad una dimostrazione di guarigioni di un sacerdote, Mesmer
si convinse che l’applicazione di calamite poteva avere un effetto terapeutico
sull’organismo umano. In seguito si convinse che una misteriosa energia,
che battezzò magnetismo animale, si sprigionava anche dalle proprie
dita e poteva avere lo stesso effetto terapeutico. A partire dal 1778
diede dimostrazioni, a cui partecipava tutta l’alta societa' francese,
in cui i soggetti erano invitati ad afferrare delle sbarre di ferro
immerse in una tinozza contenente alcune sostanze chimiche: si supponeva
che il fluido magnetico si sprigionasse anche in questo modo. A riprova
del "trattamento" mesmerico, si potevano vedere persone che gemevano,
altre che si addormentavano, altre ancora che diventavano isteriche.
Due commissioni d’inchiesta nominate dal re, di cui facevano parte anche
grandi scienziati come il chimico Antoine Lavoisier e Benjamin Franklin,
esaminarono il caso e conclusero che non esisteva alcun "magnetismo
animale" e ciò che avveniva andava ricercato semplicemente nella
suggestionabilità del pubblico.1 Le esperienze di Mesmer aprirono
comunque la strada allo studio dell'ipnotismo, e ancora oggi il termine
di magnetismo animale e' rimasto nel linguaggio comune. Negli stessi
anni Luigi Galvani, con le sue esperienze sulle rane, utilizzava il
termine analogo di "elettricita' animale", poi definitivamente abbandonato
dopo le risolutive esperienze di Alessandro Volta.
Ma
l'esistenza di misteriosi fluidi veniva invocata anche in altre occasioni.
Per esempio i rabdomanti afferma(va)no che con la loro bacchetta (i
radiestesisti impiegano invece un pendolino) possono captare le " vibrazioni"
emesse da acqua o altre sostanze nel sottosuolo.
Fu un geniale e multiforme chimico francese, Michel-Eugène
Chevreul, a studiare il fenomeno gia' verso il 1830. Chevreul diede
il nome al colesterolo (1815), scopri' l'acido butirrico nel burro,
e il fatto che i trigliceridi contengono acidi a numero pari di atomi
di carbonio (1823). Isolo' la creatina dal brodo di carne (1823), e
scrisse inoltre un'opera sulla percezione dei colori.
Rigorose esperienze condotte col pendolo divinatorio
e la bacchetta rabdomantica lo convinsero che i fenomeni dipendevano
solo da movimenti muscolari involontari (i movimenti ideomotori), e
che nessuna divinazione "paranormale" aveva luogo. La stessa spiegazione
fu da lui invocata anche piu' tardi, quando - a partire dal 1848 - si
diffuse la moda dello sedute spiritiche, nelle quali tavolini a tre
gambe sembravano muoversi al di la' della volonta' cosciente dei partecipanti.
Relatore di una commissione di indagine nominata dall'Accademia delle
Scienze di Parigi, nel 1854 egli scrisse un libro intitolato "De la
baguette divinatoire, du pendule expleurateur et des tables tournantes"
Appena l'anno prima, Michael Faraday aveva compiuto
esperimenti altrettanto risolutori sui tavolini semoventi.2 Per esempio,
aveva provato a fare appoggiare le dita dei partecipanti alla seduta
non direttamente sul tavolo, ma su un'assicella sotto la quale aveva
posto delle sferette. Se il tavolo fosse mosso dagli "spiriti", dovrebbe
spostarsi lo stesso. Se invece sono le persone a spingerlo inconsciamente,
esso non si muove, perche' l'assicella rotola sulle sferette. Inutile
dire che in tali condizioni (e a maggior ragione se nessuno lo tocca)
nessun tavolino si e' mai piu' mosso.
Ma la moda dello spiritismo e dei fantasmi persisteva.
Fu ancora un chimico, l'inglese John Henry Pepper, della Royal Politechnic
Institution, a escogitare il modo per produrre, per spettacoli teatrali,
dei fantasmi trasparenti molto convincenti. Questo effetto, presentato
nel 1862 in una drammatizzazione del "Canto di Natale" di Dickens, e'
basato su un ingegnoso gioco di specchi semitrasparenti, e fu da allora
utilizzato alla famosa Egyptian Hall di Londra per molti anni
in spettacoli di vario tipo; viene presentato identico ancora oggi,
a Disneyland. 3
Anche il famoso Dimitrj Ivanovic Mendeleev, (1834-1907)
ideatore della tavola periodica degli elementi, si occupò di
spiritismo per un certo periodo della sua vita. Nel 1875 istituì
presso la società di fisica dell’Università di Pietroburgo
una commissione per lo studio dell’attendibilità dei fenomeni
spiritici. Partito con il desiderio di lasciare un sia pur tenue varco
alla possibilità di qualche realtà paranormale, esamino'
diversi medium, ritenuti i migliori da parte di alcuni suoi colleghi
che credevano alla realta' dei fenomeni spiritici. Al termine degli
esperimenti dovette concludere che in tutte le prove si era verificata
una frode. Mendeleev, quindi, suggeriva che l’unica indagine di tipo
scientifico che restava ad un ricercatore poteva essere quella di tipo
antropologico, sociologico o psicologico sul diffusissimo fenomeno della
credulità popolare. Il risultato di queste sue esperienze fu
divulgato in una serie di conferenze pubbliche,4 di sorprendente attualita'
e modernita' anche dopo oltre un secolo. Gli atteggiamenti di molti
tra coloro che al paranormale vogliono credere, e non accettano le evidenze
sperimentali, sono ancora identici.
Ma in quegli anni la parabola dello spiritismo era in fase ascendente.
Si scoprivano nuove forme di energia: raggi catodici (Crookes, 1876),
raggi canale (Goldstein, 1886), raggi X (Roentgen, 1895), e non sembrava
impossibile che energie ancora sconosciute potessero essere responsabili
dei fenomeni fisici che si diceva avvenissero nel buio quasi totale
delle sedute medianiche.
Molti scienziati famosi si dichiararono convinti
della loro autenticita'. Tra essi lo stesso Crookes, Richet, e Cesare
Lombroso. Questi si interessò anche di spiritismo e diventò
un credente dopo aver visto all’opera la famosa medium napoletana
Eusapia Palladino (in seguito smascherata da altri) di cui non riuscì
a capire i semplici trucchi.
La verita' e' che anche un Premio Nobel, autorita'
nel suo campo, puo' essere ingannato come chiunque altro da un astuto
imbroglione. Uno scienziato, se non e' affiancato da un esperto illusionista,
non sempre sa quali controlli e' necessario predisporre. Anzi, a volte
si dimostra di una ingenuita' disarmante, forse convinto che le persone,
cosi' come gli animali, gli elettroni o le molecole, non possano ingannarlo.
Per esempio Crookes, che pure non era uno stupido
(aveva inventato anche il radiometro) giuro' sull'autenticita' dei fenomeni
provocati dal famosissimo Daniel D. Home, e di quelli di una medium
di nome Florence Cook. Come si svolgevano le sedute? La medium si ritirava
dietro una tenda ("gabinetto medianico"). Era fatto buio quasi completo,
e dopo un po' dalla tenda sbucava una figura avvolta di veli bianchi:
il fantasma Katie King. La "materializzazione" era stranamente poco
eterea per essere un fantasma: tiepida e morbida, le foto la mostrano
identica alla medium. Crookes non controllo' mai dietro la tenda
per vedere se la medium era ancora la' mentre compariva il fantasma.
Pero' una volta disse di avere sentito un respiro provenire da dietro
lo schermo.
Crookes ebbe una delusione da parte della Royal Society
5 che oppose un rifiuto ad un suo articolo su questo argomento: "La
Royal Society sarebbe stata disposta a prendere in considerazione le
comunicazioni affermanti l'esistenza di una forza naturale non ancora
conosciuta se quelle comunicazioni avessero contenuto prove sufficienti:
ma per l'improbabilita' dei fatti attestati dal signor Crookes e per
la completa mancanza di rigore scientifico nelle sue affermazioni, la
sua memoria non e' stata ritenuta degna dell'attenzione della Societa'
".
Come si vede, la Royal Society si comportava nel
modo corretto: non rigettava a priori le affermazioni di Crookes, ma,
visto il loro carattere straordinario, esigeva prove sperimentali ineccepibili.
Nel suo complesso, e per sua stessa natura, la scienza non puo' dimostrarsi
dogmatica; benche' alcune idee innovative abbiano stentato ad affermarsi,
l'evidenza dei fatti prima o poi si e' sempre imposta.
Nel caso dello spiritismo pero' - e dei fenomeni
paranormali in genere - dopo 120 anni di sperimentazione non si e' ancora
trovato un solo fenomeno che abbia retto alla prove dei controlli e
abbia convinto la comunita' scientifica della sua reale esistenza.
Di fronte a questi fallimenti, lo spiritismo - soprattutto quello che
produceva i vistosi fenomeni fisici di un secolo fa - e' andato perdendo
credibilita' ed adepti. Oggi in Italia ben pochi insistono a inscenare
e frequentare le sedute di tipo classico.
Tra gli ultimi medium a produrre vistosi effetti fisici vi fu Roberto
Setti, di Firenze, morto nel 1984. 6
Nelle sue sedute, affermando di essere in trance,
egli parlava con voci di personalita' diverse e comunicava messaggi
di tipo filosofico-morale.
Famose anche le sue levitazioni: nel buio totale
egli si stendeva per terra e chiedeva a qualcuno di tenergli una mano;
lentamente la mano si alzava e Setti sosteneva di stare volando: nessuno
controllò mai se il medium fosse veramente sospeso a mezz’aria
o semplicemente in piedi su una sedia. Proprio per la totale assenza
di adeguati controlli nelle sue sedute, neppure alcun serio parapsicologo
ha mai attribuito alcun valore alle dimostrazioni di Setti.
La specialita' di Setti pero' erano le cosiddette
"materializzazioni lente" di piccoli oggetti che si "formavano" tra
le sue mani da una massa "ectoplasmatica" luminescente ed informe, dalla
quale si levavano vapori debolmente luminosi, mentre un odore agliaceo
di ozono permeava la stanza. Se qualcuno toccava le mani del medium
durante questi fenomeni, restavano sulle dita dello spettatore piccole
particelle luminose che si accendevano e si spegnavano per qualche tempo
(il famoso "effetto lucciola").
Se durante la fase delle mani luminose la luce veniva
accesa di colpo, come e' stato fatto qualche volta, le mani stesse apparivano
pulite ed asciutte. Rispegnendo la luce, esse ritornavano immediatamente
luminose.
Uno studioso (credente nello spiritismo) tento' di
capire se questa luminosita' si potesse produrre con mezzi chimici;
egli contatto' un chimico dell'Universita' di Genova chiedendo un parere
su quelle sostanze usate in certi stick (Cyalume o Trekking Light) contenenti
due soluzioni che, mescolate, producono chemiluminescenza. La risposta,
ovviamente, fu che queste sostanze sono ben note, che le soluzioni sarebbero
visibili sulle mani, che la luminosita' dura ore, e che non producono
fumi ne' effetto lucciola. Da qui, secondo detto studioso, il fatto
che "la scienza non sa spiegare questi fenomeni".
Chi scrive - si parva licet componere magnis
- un paio di anni fa fu incuriosito da queste testimonianze sulla medianita'
di Roberto Setti e penso' a come si potessero riprodurre quegli effetti.
Ebbene, se si cerca una sostanza fosforescente, che emetta fumi, che
abbia odore agliaceo e produca l'effetto lucciola, per un chimico la
risposta e' una sola: fosforo bianco. Sperimentando con questa pericolosa
sostanza sono riuscito a riprodurre il tipo di luminosita' e il suo
aspetto tra le mani, l'effetto lucciola, l'effetto fumo e l'effetto
"mani pulite". Dalla nebbia luminosa generata da fosforo in soluzione,
strofinato tra le mani in un ambiente buio, e' facile fare apparire
piccoli oggetti, come creati dal nulla. A due testimoni oculari di quelle
sedute, rintracciati dopo piu' di dieci anni, sono stati mostrati i
miei esperimenti ed entrambi hanno confermato che la mia ripetizione
e' praticamente perfetta.
Cio' non dimostra ovviamente che Setti imbrogliasse,
ma solo che i suoi effetti non sono inspiegabili e irriproducibili.
Forse Setti era proprio il primo medium autentico della storia.
1)
Rapport des Commissaires Chargés par le Roi de l'Examen du Magnétisme
Animal; Paris, Imprimerie Royale, 1784.
Trad. Ingl: Skeptic, 4 , (3) 66 (1996)
2)
Faraday, M.: Experimental Investigation of table-moving. The Athenaeum,
July 2: 801-802 (1853).
3)
a) Pepper, Professor: The True History of "The Ghost" ; Cassel
& Co., Ltd; Londra, 1890
b)
A. A. Hopkins, Ed.: Magic. Stage Illusions, Special Effects and Trick
Photography. Munn & Co., Scientific American Office, New York,
1898 (ripubbl. Dover, New York, 1976)
c)
Giornale dei Misteri, 311, sett. 1997, p.15-16
4)
Dimitrj Ivanovic Mendeleev, Sullo spiritismo. Bollati Boringhieri,
1992
5)
a) Crookes, William: Researches in the Phenomena of Spiritualism.
Londra: Burns, 1874.
b)
Federico Di Trocchio: Il genio incompreso. Mondadori, 1997, p.
256.
6)
M. Polidoro: Viaggio tra gli spiriti, Sugarco, 1995, cap. XII.
Altre Pubblicazioni
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