Monica  Barracano
Le “salite in discesa”: un'illusione percettiva in ambiente naturale

 
Tesi in psicologia,  Università di Padova,  AA. 1999-2000
Relatore dott.ssa P. Bressan
Correlatore esterno  dott. L.Garlaschelli

SOMMARIO

Esistono in natura tratti di strade anomali la cui inclinazione apparente è opposta alla reale: essi sono conosciuti come “salite in discesa” o “salite stregate”.  Lo scopo di questa tesi è quello di dimostrare che, sebbene fino ad oggi sia fatto ricorso a spiegazioni pseudoscientifiche, questo fenomeno è ascrivibile ad un’illusione percettiva.
Nel presente lavoro sono state innanzitutto esaminate le caratteristiche rilevanti delle salite in discesa note. In seguito sono state formulate alcune ipotesi, basandosi sull’esame della letteratura scientifica. E’ stata infine verificata la riproducibilità dell’illusione in laboratorio, utilizzando tre plastici appositamente costruiti: con una strada a due, o tre, tratti contigui diversamente inclinabili, o con due strade affiancate e a diversa inclinazione

Negli esperimenti 1 e 2 sono stati riprodotti i casi di “salite stregate” in cui una strada presenta due o tre tratti successivi diversamente inclinati (Spook Hill, Magnetic Hill, Ariccia e Gravity Hill).  Con essi si è indagata la percezione di una strada unica con bordi convergenti all’orizzonte, variando l’inclinazione di uno dei tre tratti rispetto agli altri due (aventi la stessa inclinazione l’uno rispetto all’altro). Gli errori di stima compiuti dagli osservatori mostrano che le discese tendono ad essere percepite come più prossime all’orizzontale. Di conseguenza, si modificano anche le inclinazioni percepite dei tratti ad essa contigui (come se essi ruotassero ancorati alla discesa), e ciò fa sì che tratti fisicamente in discesa possano addirittura essere percepiti in salita. Una possibile spiegazione di questo fenomeno è che la percezione dell’inclinazione di un tratto sia subordinata all’altezza valutata dell’orizzonte ottico. In presenza di una salita, l’orizzonte ottico è valutato più alto rispetto a quello geografico (piano fisicamente orizzontale) e la salita appare quindi meno ripida (Mc Dougall, 1903).
 

L’Esperimento 5 ha presentato ai soggetti soltanto due tratti di uguale lunghezza, variamente inclinati. Lo scopo di questo esperimento è stato quello di riprodurre con maggiore precisione i casi di salite reali già citati, nei quali lo spettatore vede in realtà solo due tratti di strada, non tre.  Le inclinazioni effettive dei tratti sono state inoltre aumentate per controllare se gli effetti illusori avrebbero subito un incremento.
I risultati hanno confermato che un tratto in lieve salita seguito da una forte salita appare in lieve discesa, mentre un tratto in lieve discesa preceduto da una forte discesa viene percepito in lieve salita.

Lo scopo dell’Esperimento 3 è stato di verificare il ruolo della prospettiva lineare sulla percezione dell’inclinazione di un tratto di strada. Sullo stesso plastico utilizzato negli esperimenti precedenti è stata adagiata una strada il cui tratto finale aveva bordi percettivamente divergenti rispetto a quelli del resto della strada. I risultati confermano le ipotesi: esso veniva percepito in salita anche quando fisicamente in discesa.

L’Esperimento 4 ha infine investigato i casi di Martina Franca e Montagnaga, ove la salita “stregata” è affiancata da una seconda strada con inclinazione diversa. Sono state riprodotte mediante un plastico due strade affiancate su un pendio, differentemente inclinate, e con bordi convergenti ad altezze diverse rispetto all’orizzonte lontano. L’esperimento ha dimostrato che quando le due strade sono una in forte, e l’altra in lieve discesa, la seconda appare per contrasto in lieve salita inoltre, quando i bordi di una strada (quale che sia la sua inclinazione) convergono sull’orizzonte lontano, essa viene sempre percepita come orizzontale. Se la strada converge sopra l’orizzonte lontano, essa è percepita in salita; se vi converge sotto, essa è percepita in discesa. Questi risultati permettono di ipotizzare una spiegazione anche per la strada scozzese Electric Brae, dove l’orizzonte alto produce l’effetto di una discesa su un tratto fisicamente in salita; e l’orizzonte basso produce la percezione di una salita su un tratto fisicamente in discesa.

In conclusione, l’illusione delle “salite in discesa” è prodotta dalla sottostima delle pendenze (in particolare delle discese) rispetto al piano orizzontale, dalla percezione della posizione del punto di fuga dei bordi delle strade in relazione all’orizzonte visibile, e da effetti di contrasto nel caso di strade affiancate ad inclinazione diversa.
 


   

Altre Pubblicazioni