SOMMARIO
Esistono
in natura tratti di strade anomali la cui inclinazione apparente è
opposta alla reale: essi sono conosciuti come “salite in discesa” o
“salite stregate”. Lo scopo di questa tesi è quello di
dimostrare che, sebbene fino ad oggi sia fatto ricorso a spiegazioni
pseudoscientifiche, questo fenomeno è ascrivibile ad un’illusione
percettiva.
Nel presente lavoro sono state innanzitutto esaminate le caratteristiche
rilevanti delle salite in discesa note. In seguito sono state formulate
alcune ipotesi, basandosi sull’esame della letteratura scientifica.
E’ stata infine verificata la riproducibilità dell’illusione
in laboratorio, utilizzando tre plastici appositamente costruiti: con
una strada a due, o tre, tratti contigui diversamente inclinabili, o
con due strade affiancate e a diversa inclinazione
Negli
esperimenti 1 e 2 sono stati riprodotti i casi di “salite stregate”
in cui una strada presenta due o tre tratti successivi diversamente
inclinati (Spook Hill, Magnetic Hill, Ariccia e Gravity Hill).
Con essi si è indagata la percezione di una strada unica con
bordi convergenti all’orizzonte, variando l’inclinazione di uno dei
tre tratti rispetto agli altri due (aventi la stessa inclinazione l’uno
rispetto all’altro). Gli errori di stima compiuti dagli osservatori
mostrano che le discese tendono ad essere percepite come più
prossime all’orizzontale. Di conseguenza, si modificano anche le inclinazioni
percepite dei tratti ad essa contigui (come se essi ruotassero ancorati
alla discesa), e ciò fa sì che tratti fisicamente in discesa
possano addirittura essere percepiti in salita. Una possibile spiegazione
di questo fenomeno è che la percezione dell’inclinazione di un
tratto sia subordinata all’altezza valutata dell’orizzonte ottico. In
presenza di una salita, l’orizzonte ottico è valutato più
alto rispetto a quello geografico (piano fisicamente orizzontale) e
la salita appare quindi meno ripida (Mc Dougall, 1903).
L’Esperimento
5 ha presentato ai soggetti soltanto due tratti di uguale lunghezza,
variamente inclinati. Lo scopo di questo esperimento è stato
quello di riprodurre con maggiore precisione i casi di salite reali
già citati, nei quali lo spettatore vede in realtà solo
due tratti di strada, non tre. Le inclinazioni effettive dei tratti
sono state inoltre aumentate per controllare se gli effetti illusori
avrebbero subito un incremento.
I risultati hanno confermato che un tratto in lieve salita seguito da
una forte salita appare in lieve discesa, mentre un tratto in lieve
discesa preceduto da una forte discesa viene percepito in lieve salita.
Lo
scopo dell’Esperimento 3 è stato di verificare il ruolo della
prospettiva lineare sulla percezione dell’inclinazione di un tratto
di strada. Sullo stesso plastico utilizzato negli esperimenti precedenti
è stata adagiata una strada il cui tratto finale aveva bordi
percettivamente divergenti rispetto a quelli del resto della strada.
I risultati confermano le ipotesi: esso veniva percepito in salita anche
quando fisicamente in discesa.
L’Esperimento
4 ha infine investigato i casi di Martina Franca e Montagnaga, ove la
salita “stregata” è affiancata da una seconda strada con inclinazione
diversa. Sono state riprodotte mediante un plastico due strade affiancate
su un pendio, differentemente inclinate, e con bordi convergenti ad
altezze diverse rispetto all’orizzonte lontano. L’esperimento ha dimostrato
che quando le due strade sono una in forte, e l’altra in lieve discesa,
la seconda appare per contrasto in lieve salita inoltre, quando i bordi
di una strada (quale che sia la sua inclinazione) convergono sull’orizzonte
lontano, essa viene sempre percepita come orizzontale. Se la strada
converge sopra l’orizzonte lontano, essa è percepita in salita;
se vi converge sotto, essa è percepita in discesa. Questi risultati
permettono di ipotizzare una spiegazione anche per la strada scozzese
Electric Brae, dove l’orizzonte alto produce l’effetto di una discesa
su un tratto fisicamente in salita; e l’orizzonte basso produce la percezione
di una salita su un tratto fisicamente in discesa.
In
conclusione, l’illusione delle “salite in discesa” è prodotta
dalla sottostima delle pendenze (in particolare delle discese) rispetto
al piano orizzontale, dalla percezione della posizione del punto di
fuga dei bordi delle strade in relazione all’orizzonte visibile, e da
effetti di contrasto nel caso di strade affiancate ad inclinazione diversa.
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