Se
si stilasse un elenco dei personaggi piu' famosi del 1995, oltre
ai soliti politici, quest'anno se ne aggiungerebbe di certo uno
nuovo: la Madonna.
Dopo le avvisaglie dell'anno scorso, i primi mesi del '95 hanno
registrato una vera epidemia di immagini della Vergine piangenti.
Le icone (statue o dipinti) piangenti non sono una novita'. Dal
dopoguerra ad oggi sono state riportate decine di casi, in Italia
ed altrove, ma uno solo e' stato ufficialmente dichiarato miracoloso:
quello della "Madonna delle lacrime" di Siracusa (1953).
Teniamo presente dunque che se, finora, di dozzine di lacrimazioni
una sola e' risultata per la Chiesa "miracolosa", allora davanti
ad un nuovo "prodigio" vi sono molte piu' probabilita' che non
si tratti di un miracolo piuttosto che del contrario.
Del resto, la posizione ufficiale della Chiesa stessa e' che un
credente deve credere, per definizione, solo ai miracoli del Vangelo.
Su tutti gli altri si puo' discutere; anzi, si istituiscono apposite
commissioni di indagine per verificare se un fenomeno possa essere
dichiarato miracoloso o no.
Dunque la discussione e' ( dovrebbe essere) sui fenomeni: se si
verificano, come si verificano, quali sono le prove a favore o
contrarie, se la scienza li sa spiegare, qual e' il valore delle
relative testimonianze, ecc.
La tipica posizione delle gerarchie ecclesiatiche davanti a fenomeni
di questo tipo e' formalmente - come viene sempre ripetuto - di
"grande prudenza", ove non di diffidenza, o addirittura di opposizione
al fervore popolare che vorrebbe il miracolo a tutti i costi.
In realta' le cose non sono mai cosi' semplici.
Un evento puo' non essere dichiarato ufficialmente "miracoloso"
, ma solo "prodigioso" (non so spiegare bene la differenza: bisognerebbe
chiedere a un teologo); inoltre anche se le indagini sono state
inconcludenti, si puo' permettere il culto ai fedeli. Cio' che
importa alla Chiesa e' che la Dottrina sia interpretata correttamente,
e che vi siano eventualmente dei "frutti": aumento di fede, conversioni,
maggiore frequenza ai sacramenti indotte da questo culto, ecc.
Sulla base di un ragionamento machiavellico come questo si generano
necessariamente posizioni piuttosto equivoche.
Ma per restare ai fatti, questi fenomeni a sfondo religioso sono
molto, troppo simili a quelli paranormali "classici". Come quelli,
anche questi si dimostrano spesso gonfiati nelle testimonianze
e nei rapporti dei media. Se si risale alle fonti, ecco che tutto
si ridimensiona.
Come quelli, anche questi sembrano avvenire solo quando i controlli
sono inesistenti o molto deboli. Appena i controlli si stringono,
ecco che i fenomeni svaniscono. Se l'oggetto della parapsicologia
e' una "preda sfuggente", ancor piu' lo e' nel campo della miracolistica.
Tutto fa spesso pensare che si tratti di avvenimenti inesistenti
o frutto di fantasia; di fenomeni naturali malintesi, ove non
di imbrogli.
Dunque, la prima cosa di cui ci si deve accertare quando si esamina
un presunto fenomeno paranormale e' se il fenomeno esiste veramente
o no. Per esempio, se statisticamente l'astrologia non
funziona; se l'omeopatia o la pranoterapia non guariscono;
se i tarocchi non indovinano; se la luna non
fa nascere piu' bambini, allora possiamo stracciare tutti i libri
che tentano di spiegarne le cause. A questo punto la vera domanda
da farsi sarebbe invece "Perche' la gente ci crede?".
Un esempio: la "pietra di Pozzuoli" e' un blocco di marmo sul
quale si dice sia stato decapitato S. Gennaro, nel 305 d.C; in
una cavita' vi sono tracce rosse, che diventerebbero piu' rosse
e trasuderebbero in concomitanza col miracolo "maggiore" che avviene
a Napoli. Per secoli ci hanno giurato che in quella cavita' succede
veramente qualcosa di inspiegabile. Ora, come se nulla fosse,
la Chiesa stessa ci assicura che la pietra e' in realta' un altare
paleocristiano di due secoli posteriore alla morte del martire,
che la cavita' contiene solo tracce di vernice rossa e di cera,
e che tutto e' frutto di suggestione.
Un secondo esempio: l'immagine di S. Irene in una chiesa di Queens,
New York, sarebbe stata vista lacrimare da piu' testimoni e in
occasioni diverse. Ma come dimostrato da investigatori scettici
che hanno confrontato il quadro con vecchie fotografie, si trattava
solo di rivoletti di vernice protettiva trasparente e secca sotto
gli occhi dell'immagine. Erano li' da sempre, e nulla era cambiato,
se non la suggestionabilita' degli spettatori.
Che cosa si dovrebbe fare alle prime avvisaglie di "lacrimazioni
miracolose"? Chiudere l'immagine in un contenitore di vetro sigillato,
piazzarvi davanti una telecamera o un apparecchio fotografico
e tre testimoni degni di fede, e osservare se il fenomeno prosegue.
La scienza potrebbe esprimere un parere solo su fenomeni osservabili,
misurabili, riproducibili. Un fenomeno miracoloso che avviene
un'unica volta nella storia, lo si puo' accettare solo per fede.
Se, e solo se, succede "qualcosa", si devono dapprima tentare
alcune spiegazioni naturalistiche (Entia non sunt multiplicanda
praeter necessitatem). Puo' trattarsi di umidita', infiltrazioni
d'acqua, tubi che gocciolano? O ancora di ruggine, muffe, colle
o vecchie vernici che affiorano?
Invece pare che questi casi seguano un copione fisso. Vi e' una
persona (di solito il proprietario) che dice di avere visto l'immagine
piangere; poi moltissime altre che vedono una immagine solo
sporca di liquido, ma giurano di averla vista mentre lacrimava.
Successivamente, sempre nella totale assenza di controlli tempestivi,
intervengono, nell'ordine, il parroco e poi il vescovo. Si esprime
grande prudenza e si formano commissioni di teologi. Le analisi
del liquido confermano trattarsi di sangue umano, e la statua
non risulta truccata. Cosi' e' andata a Civitavecchia dal febbraio
di quest'anno.
Che cosa ha conferito a questo caso, poco diverso da altri, la
risonanza che ha avuto? Forse la credibilita' del proprietario
della statua, maggiore di quella (scarsissima) di altri suoi omologhi?
La risposta emotiva del parroco spagnolo (che aveva regalato la
statua acquistata a Medjugorje al gruppo di preghiera che si riuniva
nella famosa villetta), e poi quella del vescovo? I fatti di violenza
avvenuti in quella citta' pochi mesi prima? Un caso autoalimentato
dai media?
Poco importa. Cio' che e' interessante, e' osservare come siano
rispettati i paradigmi classici dei fenomeni paranormali.
Primo fra tutti, il balletto delle testimonianze: la statua avrebbe
pianto tre, nove, tredici volte, anche davanti a piu' persone;
ma poi si scopre che "ognuno vedeva quello che voleva" (Come ha
detto il vescovo monsignor Grillo nel corso della trasmissione
"Misteri" il 3/4/95); piu' testimoni giurano di avere assistito
a lacrimazioni in atto nella stessa giornata, ma una foto scattata
alla mattina è uguali a quelle scattate la sera (L'Europeo,
13/5/95).
Se i controlli sono efficaci, il fenomeno non avviene, e viceversa:
la statuina della Madonna non ha lacrimato mentre era nel laboratorio
universitario ove sono state eseguiite le analisi del sangue,
ne' quando la Magistratura l'ha sigillata in un armadio. Avrebbe
pianto ancora mentre si trovava nella casa del vescovo, che la
teneva in un canestro, quando, emozionati dalle profezie di una
veggente, egli ed altri ospiti hanno maneggiato la statua (la
sorella ha anche toccato le lacrime rosse)...
Purtroppo la necessaria mentalita' da "polizia scientifica" sembra
del tutto estranea alle varie commissioni di teologi.
Per quanto riguarda le analisi chimiche, produce grande effetto
il fatto che il liquido rosso risulti essere sangue umano. Ma
cio' e' del tutto ininfluente. Una statua potrebbe piangere sangue,
o lacrime, o latte, o olio... perche' non e' la natura
del liquido essudato che interessa, ma le modalita' di
tale fenomeno.
Certo, quando si scopre - come e' il caso di Civitavecchia - che
il sangue e' di persona di sesso maschile, la credibilita'
del miracolo sembra ridursi quasi a nulla. Dio puo' tutto per
definizione, ma se il DNA del sangue risultasse identico a quello
di un membro della famiglia proprietaria della statuetta, quanti
penserebbero ancora che non si tratta di un imbroglio?
Infine, le radiografie rivelano che la statua non cela marchingegni.
Il risultato e' tradotto come "La scienza esclude possibili trucchi".
Ma nei molti casi di frode documentata, chi voleva fare credere,
per una fede malintesa, che una statua piangesse, si e' limitato
a sporcarla esternamente con un po' di sangue. Basta prodursi
un taglietto su un dito, oppure usare una piccola siringa o un
contagocce...
Il CICAP sa come fare sgorgare dal nulla lacrime sugli occhi di
una statua senza che servano buchi, pompette nascoste telecomandate,
o prodotti chimici.
Basta usare una statuetta cava, di materiale poroso, come il gesso,
smaltata. Si pone del liquido nella cavita' interna. Il
gesso si imbeve, ma la smaltatura impedisce che esso trasudi esternamente.
Se si graffia in modo impercettibile lo smalto sugli occhi, il
liquido fuoriuscira' solo in quel punto, e si vedranno lacrime
prodursi dal nulla.
L'unico miracolo "ufficiale" in cui una Madonna ha pianto, come
detto, e' stato quello di Siracusa nel 1953. Esistono testimonianze
autorevoli ed anche dei filmati in cui si vedono delle lacrime
comparire dal nulla sul volto della statuetta.
Pero' - anche a costo di volere essere scettici ad oltranza -
abbiamo esaminato una copia esatta di quel bassorilievo, prodotta
dallo stesso fabbricante.
E' risultata essere di gesso smaltato. Dietro la testa vi era
una invitante cavita'...
"Dubitando
ad veritatem pervenimus" (Cicerone)