Luigi  Garlaschelli
Sangue, sudore e lacrime
Sapere, giugno 1995, p. 85-87

          

Se si stilasse un elenco dei personaggi piu' famosi del 1995, oltre ai soliti politici, quest'anno se ne aggiungerebbe di certo uno nuovo: la Madonna.
Dopo le avvisaglie dell'anno scorso, i primi mesi del '95 hanno registrato una vera epidemia di immagini della Vergine piangenti.

Le icone (statue o dipinti) piangenti non sono una novita'. Dal dopoguerra ad oggi sono state riportate decine di casi, in Italia ed altrove, ma uno solo e' stato ufficialmente dichiarato miracoloso: quello della "Madonna delle lacrime" di Siracusa (1953).

Teniamo presente dunque che se, finora, di dozzine di lacrimazioni una sola e' risultata per la Chiesa "miracolosa", allora davanti ad un nuovo "prodigio" vi sono molte piu' probabilita' che non si tratti di un miracolo piuttosto che del contrario.

Del resto, la posizione ufficiale della Chiesa stessa e' che un credente deve credere, per definizione, solo ai miracoli del Vangelo. Su tutti gli altri si puo' discutere; anzi, si istituiscono apposite commissioni di indagine per verificare se un fenomeno possa essere dichiarato miracoloso o no.

Dunque la discussione e' ( dovrebbe essere) sui fenomeni: se si verificano, come si verificano, quali sono le prove a favore o contrarie, se la scienza li sa spiegare, qual e' il valore delle relative testimonianze, ecc.

La tipica posizione delle gerarchie ecclesiatiche davanti a fenomeni di questo tipo e' formalmente - come viene sempre ripetuto - di "grande prudenza", ove non di diffidenza, o addirittura di opposizione al fervore popolare che vorrebbe il miracolo a tutti i costi.

In realta' le cose non sono mai cosi' semplici.

Un evento puo' non essere dichiarato ufficialmente "miracoloso" , ma solo "prodigioso" (non so spiegare bene la differenza: bisognerebbe chiedere a un teologo); inoltre anche se le indagini sono state inconcludenti, si puo' permettere il culto ai fedeli. Cio' che importa alla Chiesa e' che la Dottrina sia interpretata correttamente, e che vi siano eventualmente dei "frutti": aumento di fede, conversioni, maggiore frequenza ai sacramenti indotte da questo culto, ecc.

Sulla base di un ragionamento machiavellico come questo si generano necessariamente posizioni piuttosto equivoche.

Ma per restare ai fatti, questi fenomeni a sfondo religioso sono molto, troppo simili a quelli paranormali "classici". Come quelli, anche questi si dimostrano spesso gonfiati nelle testimonianze e nei rapporti dei media. Se si risale alle fonti, ecco che tutto si ridimensiona.

Come quelli, anche questi sembrano avvenire solo quando i controlli sono inesistenti o molto deboli. Appena i controlli si stringono, ecco che i fenomeni svaniscono. Se l'oggetto della parapsicologia e' una "preda sfuggente", ancor piu' lo e' nel campo della miracolistica. Tutto fa spesso pensare che si tratti di avvenimenti inesistenti o frutto di fantasia; di fenomeni naturali malintesi, ove non di imbrogli.

Dunque, la prima cosa di cui ci si deve accertare quando si esamina un presunto fenomeno paranormale e' se il fenomeno esiste veramente o no. Per esempio, se statisticamente l'astrologia non funziona; se l'omeopatia o la pranoterapia non guariscono; se i tarocchi non  indovinano; se la luna non fa nascere piu' bambini, allora possiamo stracciare tutti i libri che tentano di spiegarne le cause. A questo punto la vera domanda da farsi sarebbe invece "Perche' la gente ci crede?".

Un esempio: la "pietra di Pozzuoli" e' un blocco di marmo sul quale si dice sia stato decapitato S. Gennaro, nel 305 d.C; in una cavita' vi sono tracce rosse, che diventerebbero piu' rosse e trasuderebbero in concomitanza col miracolo "maggiore" che avviene a Napoli. Per secoli ci hanno giurato che in quella cavita' succede veramente qualcosa di inspiegabile. Ora, come se nulla fosse, la Chiesa stessa ci assicura che la pietra e' in realta' un altare paleocristiano di due secoli posteriore alla morte del martire, che la cavita' contiene solo tracce di vernice rossa e di cera, e che tutto e' frutto di suggestione.

Un secondo esempio: l'immagine di S. Irene in una chiesa di Queens, New York, sarebbe stata vista lacrimare da piu' testimoni e in occasioni diverse. Ma come dimostrato da investigatori scettici che hanno confrontato il quadro con vecchie fotografie, si trattava solo di rivoletti di vernice protettiva trasparente e secca sotto gli occhi dell'immagine. Erano li' da sempre, e nulla era cambiato, se non la suggestionabilita' degli spettatori.

Che cosa si dovrebbe fare alle prime avvisaglie di "lacrimazioni miracolose"? Chiudere l'immagine in un contenitore di vetro sigillato, piazzarvi davanti una telecamera o un apparecchio fotografico e tre testimoni degni di fede, e osservare se il fenomeno prosegue. La scienza potrebbe esprimere un parere solo su fenomeni osservabili, misurabili, riproducibili. Un fenomeno miracoloso che avviene un'unica volta nella storia, lo si puo' accettare solo per fede.

Se, e solo se, succede "qualcosa", si devono dapprima tentare alcune spiegazioni naturalistiche (Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem).  Puo' trattarsi di umidita', infiltrazioni d'acqua, tubi che gocciolano? O ancora di ruggine, muffe, colle o vecchie vernici che affiorano?

Invece pare che questi casi seguano un copione fisso. Vi e' una persona (di solito il proprietario) che dice di avere visto l'immagine piangere; poi moltissime altre che vedono una immagine solo sporca di liquido, ma giurano di averla vista mentre lacrimava. Successivamente, sempre nella totale assenza di controlli tempestivi, intervengono, nell'ordine, il parroco e poi il vescovo. Si esprime grande prudenza e si formano commissioni di teologi. Le analisi del liquido confermano trattarsi di sangue umano, e la statua non risulta truccata. Cosi' e' andata a Civitavecchia dal febbraio di quest'anno.

Che cosa ha conferito a questo caso, poco diverso da altri, la risonanza che ha avuto? Forse la credibilita' del proprietario della statua, maggiore di quella (scarsissima) di altri suoi omologhi? La risposta emotiva del parroco spagnolo (che aveva regalato la statua acquistata a Medjugorje al gruppo di preghiera che si riuniva nella famosa villetta), e poi quella del vescovo? I fatti di violenza avvenuti in quella citta' pochi mesi prima? Un caso autoalimentato dai media?

Poco importa. Cio' che e' interessante, e' osservare come siano rispettati i paradigmi classici dei fenomeni paranormali.

Primo fra tutti, il balletto delle testimonianze: la statua avrebbe pianto tre, nove, tredici volte, anche davanti a piu' persone; ma poi si scopre che "ognuno vedeva quello che voleva" (Come ha detto il vescovo monsignor Grillo nel corso della trasmissione "Misteri" il 3/4/95); piu' testimoni giurano di avere assistito a lacrimazioni in atto nella stessa giornata, ma una foto scattata alla mattina è uguali a quelle scattate la sera (L'Europeo, 13/5/95).

Se i controlli sono efficaci, il fenomeno non avviene, e viceversa: la statuina della Madonna non ha lacrimato mentre era nel laboratorio universitario ove sono state eseguiite le analisi del sangue, ne' quando la Magistratura l'ha sigillata in un armadio. Avrebbe pianto ancora mentre si trovava nella casa del vescovo, che la teneva in un canestro, quando, emozionati dalle profezie di una veggente, egli ed altri ospiti hanno maneggiato la statua (la sorella ha anche toccato le lacrime rosse)...

Purtroppo la necessaria mentalita' da "polizia scientifica" sembra del tutto estranea alle varie commissioni di teologi.

Per quanto riguarda le analisi chimiche, produce grande effetto il fatto che il liquido rosso risulti essere sangue umano. Ma cio' e' del tutto ininfluente. Una statua potrebbe piangere sangue, o lacrime, o latte, o olio... perche' non e' la natura del liquido essudato che interessa, ma le modalita' di tale fenomeno.

Certo, quando si scopre - come e' il caso di Civitavecchia - che il sangue e' di persona di sesso maschile, la credibilita' del miracolo sembra ridursi quasi a nulla. Dio puo' tutto per definizione, ma se il DNA del sangue risultasse identico a quello di un membro della famiglia proprietaria della statuetta, quanti penserebbero ancora che non si tratta di un imbroglio?

Infine, le radiografie rivelano che la statua non cela marchingegni. Il risultato e' tradotto come "La scienza esclude possibili trucchi". Ma nei molti casi di frode documentata, chi voleva fare credere, per una fede malintesa, che una statua piangesse, si e' limitato a sporcarla esternamente con un po' di sangue. Basta prodursi un taglietto su un dito, oppure usare una piccola siringa o un contagocce...

Il CICAP sa come fare sgorgare dal nulla lacrime sugli occhi di una statua senza che servano buchi, pompette nascoste telecomandate, o prodotti chimici.

Basta usare una statuetta cava, di materiale poroso, come il gesso, smaltata. Si pone del liquido nella cavita' interna.  Il gesso si imbeve, ma la smaltatura impedisce che esso trasudi esternamente. Se si graffia in modo impercettibile lo smalto sugli occhi, il liquido fuoriuscira' solo in quel punto, e si vedranno lacrime prodursi dal nulla.

L'unico miracolo "ufficiale" in cui una Madonna ha pianto, come detto, e' stato quello di Siracusa nel 1953. Esistono testimonianze autorevoli ed anche dei filmati in cui si vedono delle lacrime comparire dal nulla sul volto della statuetta.

Pero' - anche a costo di volere essere scettici ad oltranza - abbiamo esaminato una copia esatta di quel bassorilievo, prodotta dallo stesso fabbricante.

E' risultata essere di gesso smaltato. Dietro la testa vi era una invitante cavita'...

"Dubitando ad veritatem pervenimus" (Cicerone)
 

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