| Il
Mistero della Spada nella Roccia |
Sommario
delle relazioni scientifiche
Atti
in pdf scaricabili |
12
settembre 2001
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di
Luigi Garlaschelli
(foto di Alberto Villa)
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| Il
12 settembre 2001, giornata di apertura delle manifestazioni galganiane,
è stata interamente dedicata a un convegno tenutosi nello
Scriptorium dellabbazia di san Galgano. In
questa occasione sono state presentate le relazioni sulle indagini
scientifiche effettuate dal gennaio alla fine di luglio 2001.
Le
relazioni scritte sono state richieste ai partecipanti, e sono
attualmente in via di raccolta ed elaborazione. Quanto segue è
un breve riassunto preliminare.
Parte
dei risultati sono stati comunicati sul numero della rivista FOCUS
uscito il 10 settembre (data di copertina: ottobre!). Convegni
e analisi sono infatti stati realizzati anche grazie al contributo
e alla partecipazione di Focus, che qui ringraziamo nuovamente.
Dopo
il saluto di Andrea Conti, assessore alla Cultura del Comune di
Chiusdino, del parroco don Vito Albergo, e di Maurizio Calì,
presidente dellAssociazione culturale Progetto Galgano (nonché
organizzatore di tutti gli eventi dei giorni 12-21 settembre)
Luigi Garlaschelli
ha preso la parola come moderatore per illustrare le relazioni
scientifiche delle quali era stato coordinatore. |
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Scorcio
del pubblico nello Scriptorium dell'abbazia di San Galgano.
Don
Vito Albergo (a sinistra) con l'assessore alla Cultura,
Andrea Conti |
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| L'immagine
più recente della spada di San Galgano
dopo l'ispezione del 18 maggio 2001 |
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| Il
Dott. Remo Vernillo mentre illustra il suo intervento
sulla roccia, grazie al quale è stato pissibile
indviduare la parte di lama nascosta |
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| Il
prof. Luigi Garlaschelli, coordinatore delle ricerche
scientifiche e moderatore del Convegno, si appresta
a rivelare i risultati ottenuti |
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| Una
suggestiva immagine notturna dell'interno dell'abbazia
di San Galgano |
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| Predella
con la raffigurazione della Spada nella Roccia |
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La
Spada Garlaschelli
ha passato in rassegna varie fonti nelle quali, nel corso dei
secoli, la spada è descritta o raffigurata, comprovando
un costante culto fin dalle origini e lesistenza di un manufatto
simile alla spada odierna.
La
Spada sembra corrispondere esattamente, per quanto concerne lo
stile, a una vera spada del XII secolo, e più esattamente
del tipo X.a della classificazione ormai universalmente accettata
di Ewart Oakeshott. Si tatta di uno dei massimi esperti di spade
medievali, consulente alle Royal Armouries di Leeds.
Sono
stati ripercorsi gli avvenimenti che hanno interessato la spada
dal 1915 in poi, anche grazie a testimoni oculari ancora in vita.
La
spada fino al 1924 circa era conficcata in una fessura della roccia
e poteva essere estratta.
La
roccia era coperta da una sorta di grata metallica.
Lallora
parroco don Ciompi bloccò la lama versando del piombo fuso
nella fessura. La grata fu eliminata.
La
spada fu pero spezzata negli anni 60 durante un atto vandalico.
Il moncone fu fissato sopra la parte di lama ancora nella roccia
applicando del cemento. Il cemento fu poi sostituito con altro
di colore adeguato.
La
spada fu spezzata di nuovo nel 1991 da un secondo vandalo, e ancora
sistemata con cemento. Fu poi applicata lattuale cupola
protettiva di plexiglas.
Il
giorno 18 maggio 2001 si è proceduto a unispezione
del manufatto. Il tentativo eseguito era di praticare un piccolo
foro nella roccia sperando di raggiungere la cavità in
cui si troverebbe la lama, e il blocco di piombo che la tiene.
E
stato infatti praticato un foro di circa 11 mm di diametro, corrente
verticalmente e parallelamente a poca distanza dalla posizione
presunta della lama cementata
Il
Dott. Remo Vernillo (Facoltà
di Medicina dellUniversità di Siena) ha spiegato
come linterno del foro sia stato ispezionato con un endoscopio
a fibre ottiche, e sulle difficoltà tecniche delloperazione.
Non si è però incontrato altro che roccia (o cemento).
Una
piccola parte del cemento è stato allora asportato dalla
base della spada emergente, che è stata liberata e tolta.
La parte di lama sottostante era ancora invisibile.
Un
secondo foro è stato praticato in direzione obliqua rispetto
al primo, incontrando dopo pochi centimetri una superficie metallica
visibile allendoscopio.
Altro
cemento è stato allora asportato, mettendo a nudo alcuni
centimetri della lama sottostante.
E
stato verificato che gli orli della frattura dei due pezzi combaciano,
e si può quindi legittimamente ritenere che la parte spezzata
sia effettivamente parte della spada originale.
I
due monconi sono successivamente stati accostati e tenuti in posizione
per motivi estetici, tramite un piccolo morsetto metallico facilmente
asportabile e che non danneggia in alcun modo il manufatto in
attesa di possibili ulteriori interventi.
Nel
corso delle operazioni erano state raccolte con un magnete alcune
piccole scagliette, già staccate dalla parte di lama cementata.
Esse sono state inviate per unanalisi al microscopio elettronico
a scansione al Dipartimento Innovazione Meccanica e Gestionale,
Università di Padova, (Prof. Ramous) nella speranza di
ottenere indicazioni circa la struttura del metallo, i trattamenti
subiti (tempera, ricottura, ecc) e con lintento di verificare,
tra laltro, se vi fossero elementi in contrasto con la supposta
origine medievale del manufatto stesso.
Purtroppo
i frammenti non contenevano metallo, ma erano costituiti da semplici
ossidi di ferro e quindi non utilizzabili ai fini della prevista
analisi.
Uno
di questi frammenti è stato comunque analizzato per Spettroscopia
di Assorbimento atomico presso il Dipartimento di Chimica Generale
dellUniversità di Pavia (Prof. Gallorini e Rizzio),
evidenziando la presenza di cadmio, rame, nichel e piombo in tracce,
in concentrazioni tali da rientrare nella norma per un metallo
medievale e da non indicare utilizzo di leghe o acciai moderni.
Tra
le indagini future, Garlaschelli ha citato la possibilià
di eseguire analisi per attivazione neutronica, spettrometria
di massa, confronto con minerali ferrosi toscani, analisi metallografiche
classiche e radiografie alla ricerca di iscrizioni nascoste, nonchè
lasportazione della vernice protettiva applicata anni fa,
in unopera di restauro generale. |
La Rotonda della Spada e altri edifici E
stata presentata la relazione tecnica fornita dalluniversità
Milano Bicocca che ha eseguito datazioni per termoluminescenza
sulla rotonda e gli altri edifici.
La
termoluminescenza (TL) è una tecnica che permette di datare
materiali cotti al forno, ad esempio i silicati come mattoni,
ceramiche e vetri. Gli elementi radioattivi naturalmente presenti
nellambiente producono la formazione di cariche positive
strappando agli atomi alcuni elettroni che restano
poi intrappolati nel materiale. Per riscaldamento del campione,
questi elettroni tornano al loro stato primitivo, emettendo come
luce lenergia che avevano originariamente assorbito.
Misurando
la debole luce emessa al riscaldamento, e conoscendo il livello
di radioattività cui il campione è stato esposto,
si può calcolarne l età approssimativa dal
momento dellultimo riscaldamento, ovvero della cottura.
Le
dott.sse Sibilia
e Galli, del laboratorio
di TL del prof. Martini delluniversità Milano Bicocca
hanno esaminato frammenti di mattoni prelevati dalla Rotonda della
Spada e da altre costruzioni successive, con i seguenti risultati
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Età
presunta |
N°
campioni |
Età
TL |
| Rotonda |
1185 |
4 |
985+50
d.C. |
| Ingresso
(pronao) |
XIII
sec |
3 |
1140+60
d.C. |
| Cappella
affreschi |
1340 |
non
adatti |
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| Campanile |
XIV
sec. |
2 |
1420+50
d.C. |
Vi
è accordo di massima tra le età presunte e quelle
calcolate con la TL tranne per quanto riguarda il nucleo più
antico della rotonda, di almeno un secolo più antico di
quanto ritenuto.
Questo
dato sconcertante potrebbe essere dovuto allutilizzo di
materiale di riporto (mattoni di edifici più antichi) o
a motivi che sarà compito degli storici indagare.
Risultati
più certi si potrebbero forse ottenere analizzando un maggior
numero di campioni.
Non
si sono recuperati campioni adatti dallesterno della cupola,
nel sottotetto della rotonda, poiché si tratta di blocchi
di pietra, materiale non cotto. |
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La
spada in una foto precedente il 1991, quando un vandalo
riuscì nuovamente a spezzarla, rendendo necessaria
la realizzazione della cupola di plexiglass che ancora oggi
la protegge. |
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| Luciana
Vettore, laureanda e collaboratrice del prof. Finzi
controlla l'arrivo dei dati sul monitor collegato
al georadar |
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Il
prof. Finzi e il dr. Roberto Francese eseguono le
scansioni del pavimento della Rotonda |
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| Una
singolare veduta posteriore della Rotonda, dove si
nota in modo particolare la cappella degli affreschi |
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Prospezione georadar nelleremo di Montesiepi E
stata presentata la relazione tecnica delléquipe
di E. Finzi, R. Francese,
L. Vettore (Dipartimento di Geologia, Paleontologia e Geofisica,
Università degli Studi di Padova)
Il
georadar (Ground Penetrating Radar, GPR) permette di eseguire
indagini non distruttive del sottosuolo, fino, tipicamente, ad
una profondità di alcuni metri. Lo strumento comprende
unantenna in grado di generare una sequenza di segnali radio
che vengono immessi nel sottosuolo e di captarne le riflessioni
prodotte dalla presenza di manufatti o da variazioni nella composizione
geologica del sottosuolo. Lantenna viene trainata lungo
percorsi prestabiliti, generalmente delle linee disposte a formare
una griglia a maglia quadrata, ed i segnali ricevuti vengono registrati
mediante un PC e visualizzati su un monitor in tempo reale.
Léquipe
del prof. Finzi ha eseguito
una serie di prospezioni sul pavimento della Rotonda della Spada
e il terreno immediatamente circostante.
E'
stato possibile evidenziare la presenza della roccia della collina
ad una certa profondità, ricoperta da uno strato di terra
e pietrisco, attorno al masso della Spada, che sarebbe dunque
infissa in una sorta di spuntone emergente.
Analisi
GPR attorno alla Spada hanno solo permesso di intravvedere la
lama allinterno della fessura nella quale essa è
conficcata, a causa della posizione della lama, troppo di taglio
e verticale per avere buone riflessioni radar.
Sul
lato Nord del pavimento della Rotonda è stata individuata
la presenza di una struttura anomala, posta a circa 2 m di profondità,
di forma simile a un parallelepipedo, di circa m 2,20 x 1 x1.
Potrebbe
trattarsi di un sarcofago o sepolcro.
La
struttura potrebbe peraltro essere stata parte di una casupola
colonica, addossata alla fine dell800 (ed eliminata nel
1924) allesterno della Rotonda nella posizione corrispondente,
che era fornita di una stanza seminterrata.
Prospezioni
GPR allesterno della Rotonda, ove sorgeva la casupola, non
hanno però rivelato alcuna struttura residua, avvalorando
lipotesi che quella visibile allinterno della Rotonda
sia di altra origine.
Solo
scavi futuri sveleranno il segreto della possibile tomba di san
Galgano.
Scansioni
GPR sul piccolo sagrato della Rotonda non hanno individuato il
luogo nel quale qualche decennio fa erano state rinvenute antiche
sepolture di epoca sconosciuta. Non si trattava infatti di tombe,
ma corpi semplicemente interrati.
Sono
peraltro stati evidenziati canaletti di scolo e pose di cavi elettrici.
Per
una dettagliata descrizione del Georadar e delle sue applicazioni
clicca
qui ! |
LAbbazia
Larch.
Mario Pagni, della Sovrintendenza Archeologica per la Toscana
ha presentato una relazione nella quale la Rotonda della spada
è stata esaminata dal punto di vista architettonico e stilistico,
formulando interessantissime ipotesi circa una sua possibile derivazione
da luoghi di culto antecedenti.
Il
prof. Ivan Rainini (Università di Milano) ha dato lettura
della sua relazione nella quale ha riesaminato criticamente altri
aspetti storico-architettonici riguardanti lAbbazia di san
Galgano, anchegli evidenziando caratteristiche e particolari
che potrebbero essere indicativi di costruzioni preesistenti. |
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Il
prof. Ivan Rainini illustra i risultati delle sue ricerche |
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L'arch.
Mario Pagni espone le interessanti e nuove ipotesi sulle
possibili presistenze nel sito di Monte Siepi |
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| Il
prof. Garlaschelli con l'assessore alla Cultura, Andrea
Conti, e il sindaco di Chiusdino, Luciana Baraletti |
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| Il
prof. Drusini del Dipartimento di Biologia
dell'Università degli Studi di Padova
esamina gli "arti degli invidiosi"
che il carbonio 14 ha datato tra il 1100
e il 1200. |
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| Il
prof. Drusini del Dipartimento di Biologia
dell'Università degli Studi di Padova
esamina il reliquiario contenente la "Sacra
Testa" di San Galgano |
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| Particolare
del reliquiario contente la "Sacra Testa"
del santo eremita |
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Reliquie
organiche Garlaschelli
ha successivamente illustrato la datazione di alcuni reperti organici
con la tecnica del carbonio 14.
Le
datazioni sono state effettuate presso il Laboratorio dela Beta
Analytics di Miami, Florida.
-
Alcuni frammenti di assicelle di legno di origine sconosciuta
(la bara del Santo?) , rinvenuti nella scatoletta di piombo che
era posta in passato accanto alla Spada (vedi oltre) sono risultati
essere di epoca recente (inizio del 1800).
-
Una trave di legno lunga più di 5 metri è stata
ritrovata giacere nel sottotetto sopra la cupola della Rotonda.
La radiodatazione col 14C ha decretato che essa risale agli inizi
del 1800. Essa proviene molto probabilmente dal tetto della stanza
aggiunta alla fine del 1700 sopra lingresso della Rotonda
e poi demolita durante i restauri del 1924.
Sono
stati esaminati due arti umani mummificati, di origine totalmente
ignota, che si trovano nelladiacente cappella affrescata
dal Lorenzetti. Gli arti rappresentano le mani degli uomini
invidiosi che nel 1181, secondo lagiografia, tentarono
di strappare la Spada dalla roccia mentre san Galgano era assente,
e che furono poi colpiti da un fulmine e assaliti da un lupo.
Benché
si potesse presumere unetà di due o tre secoli (macabri
esempi posti ad illustrazione delle agiografie), la radiodatazione
col 14C le fa invece risalire al XII secolo: in pratica coeve
a San Galgano.
Sono
state effettuate fotografie al microscopio elettronico a scansione
di frammenti della pelle (sempre presso il laboratori Beta Analytics
di Miami) per verificarne lo stato fisico.
Si
spera di potere condurre un esame archeo-antropologico degli arti
per tentare di stabilire età, sesso, statura, patologie
ecc. dellindividuo cui esse appartenevano.
Sarà
importante capire se possono derivare da una delle sepolture del
sagrato della Rotonda rinvenute nel luglio1694. Potrebbe trattarsi
dei resti dei primissimi seguaci del santo eremita?
-
Lunica reliquia attribuita a San Galgano è il cranio,
conservato nella chiesa di San Michele a Chiusdino; se in futuro
esso fosse concesso per analisi, si potrebbe determinarne leta
storica, estrarne il DNA, e addirittura ricostruire i lineamenti
del Santo. |
Altri reperti -
E stata esaminata una scatoletta di piombo lunga una ventina
di centimetri (forse posta nel 1694 in una piccola cavità
accanto alla Spada da cui fu tolta nel 1924). Su di essa figurava
lindicazione, ora scomparsa, ossa di san Galgano.
Si
tratterebbe dei due frammenti ossei ora conservati nel reliquiario
gotico della chiesa di san Michele di Chiusdino
Un
frammento del piombo è stato esaminato tramite fluorescenza
X dal prof. Longoni e dal dott. Fiorini del Politecnico di Milano.
Si tratta di piombo puro, lievemente contaminato da silicio, ferro
e calcio, verosimilmente dovuti a incrostazioni superficiali.
-
Secondo varie biografie (forse inattendibili) Guglielmo di Malavalle
sarebbe stato - prima di essere eremita - il conte Guglielmo X
dAquitania, alla cui corte si proteggevano i trovatori che
portavano in Europa le narrazioni del ciclo arturiano.
Egli,
in questo scenario, potrebbe rappresentare la figura che portò
in quel tempo e in quel particolare luogo della Toscana la leggenda
della Spada nella roccia.
Di
San Guglielmo di Malavalle restano alcune reliquie sparse in Toscana
( a Tirli, Buriano, Vetulonia, Castiglione della Pescaia): ossa,
frammenti del corpo (forse databili col 14C), una cotta di maglia
dacciaio e forse una spada, che si spera di poter esaminare
in futuro e raffrontare con quella di san Galgano per dedurne
possibili collegamenti.
Il
prof. Magrini (Dip. di Biologia, Università di Padova)
nella sua veste di archeoantropologo ha sottolineato le potenzialità
che la moderne tecniche di indagine di resti umani offrono nella
ricostruzione di dati riguardanti lindividuo e lambiente
in cui viveva.
In
particolare queste tecniche sarebbero qui applicabili al cranio
del santo, alle mani mummificate, alle reliquie di San Guglielmo. |
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| Una
raffigurazione di San Guglielmo di Malavalle con
il caratteristico copricapo (sotto elmo ?) conservato
insieme a numerose reliquie, suddivise nelle diocesi
di cui il santo è patrono |
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| Un
drago alato. Era così anche quell che secondo
la leggenda Guglielmo uccide appena giunto a Malavalle? |
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|
grazie
al contributo di |
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gli Atti in PDF
Atti parte 1
Atti parte 2
Atti parte 3
Atti parte 4
Atti parte 5
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|
Prospettive future e chiusura delle relazioni Al
termine delle relazioni è stato sottolineato linteresse
dei risultati ottenuti in soli sette mesi.
Si
sono ringraziati nuovamente FOCUS (grazie al cui contributo sono
state rese possibili molte analisi) e tutti i ricercatori di varie
università che hanno collaborato con entusiasmo e perizia.
Si
è auspicato il proseguimento delle indagini nelle numerose
direzioni ormai evidenti, e si è offerta la propria totale
disponibilità per una collaborazione con le Istituzioni
e le Sovrintendenze. |
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